23/08/2010
Una mattina mi sono svegliato ed ero morto
Una mattina mi sono svegliato ed ero morto.
Non so come sia successo, ci sono vari modi per morire.
Si può morire per una pugnalata, si può morire per una malattia, si può morire per mano di qualcuno oppure per un incidente...
Io però non sono morto per nessuno di questi motivi.
Credo di essere morto semplicemente perché ad un certo punto mi sono dimenticato di vivere.
Non te ne accorgi nemmeno, passi i giorni uno dopo l'altro, continui come se niente fosse e poi ... un bel momento ti dimentichi che devi anche vivere. E così muori.
Se devo essere sincero non ricordo molto di quel momento.
Quello che mi ricordo è solo che mi sono svegliato nel mio letto come tutte le mattine e mi sono sentito vuoto, come se mi mancasse qualcosa. Sentivo un silenzio innaturale.
Ci ho messo un po' a capire cosa fosse.
Era il silenzio di un cuore che non batteva più.
Il silenzio di un morto.
In principio non ho molto dato peso alla cosa, alla fine essere morto poteva anche tornare utile.
Il mutuo, le bollette, i debiti... tutto risolto in un solo istante.
Niente più preoccupazioni.
Però c'è la fregatura.
Innanzitutto ad essere morti si sente un sacco di freddo.
Senza più la pompa che manda in circolo il liquido la macchina si raffredda, e quindi sei costretto a fare come i rettili... devi trovare qualcosa di più caldo che ti dia sollievo.
E non è affatto facile trovare la giusta temperatura.
Ho provato a stendermi al sole come una lucertola... ma le lucertole evidentemente hanno perfezionato con millenni di esperienza la tecnica... io quello che è ho rimediato è stata solo un fastidioso eritema sulla pancia ... e nessun medico prescrive le pomate al cortisone ad un morto... anzi, se proprio vogliamo dirla sinceramente quando sei morto ti tolgono anche la mutua.
E poi in inverno?
Decisamente scomodo.
Ho provato con una doccia calda... quello è stato più comodo... è bastato regolare la caldaia a 36,5 gradi ed ecco che la temperatura era perfetta...
Ma se sei morto e non paghi le bollette prima o poi ti tagliano anche l'acqua, e anche il gas... e quindi anche questa fonte di riscaldamento è andata ad esaurirsi.
L'unica maniera per trovare la giusta temperatura è quella di trovarsi un'altra persona e rimanerci abbracciati.
Ora non so voi, ma se io fossi ancora in vita avrei abbastanza schifo a stare abbracciato ad un morto. Non sono mai stato una brutta persona, però anche tutto il fascino che uno ha credetemi che da morto svanisce.
Decisamente sconveniente.
Oltre al freddo poi ci sono un sacco di altre controindicazioni, ad esempio la visita per il rinnovo della patente... non la danno certo ad uno che è morto l'idoneità.
C'è poi quella odiosa processione di gente che conoscevi, e che quando ti incontrano per strada tutti a farti le condoglianze con frasi fatte e stucchevoli come "mi spiace che tu sia morto" oppure "son sempre i migliori che se ne vanno e tu eri uno di quelli" ... il migliore tra gli ipocriti che ho incontrato mi ha persino detto "ti sono vicino per questo lutto" salvo poi ritirarsi schifato al mio abbraccio in cerca di calore.
Insomma per farla breve dopo non molto tempo ho deciso che fare il morto alla fone era solo una fregatura, con buona pace di chi invece passa la vita a cercare la morte.
Certo, ovviamente ci sono anche i lati positivi. Ad esempio da morto impari benissimo il latino, che essendo una lingua morta è anche quella più usata per comunicare, e poi impari un sacco di cose... hai praticamente accesso istantaneo a tutta la sapienza che il genere umano ha generato. Non chiedetemi perché, non saprei spiegarlo... nemmeno con le conoscenze che ho appreso da morto.
Forse nelle cose che impari da morto ci sono comunque delle cose che non è dato di sapere.
Comunque è anche vero che la maggior parte delle persone morte di queste cose se ne cura poco. Al massimo usa le informazioni apprese per lasciare qualche numero da giocare su qualche ruota del lotto a qualche parente più o meno lontano.
Vivo si intende.
La cosa più interessante che però ho imparato è che i morti non sono tutti uguali.
E ho anche imparato una cosa che mi è tornata davvero utile. Qualche volta i morti possono tornare in vita.
Ok, vedo già le teste che si scuotono e gli occhi che si sgranano.
Qualcuno ha anche fatto un segno di croce.
Ma non pensate ai film che vengono mandati in onda nel periodo autunnale, niente corpi putrefatti che escono dalle tombe. E nemmeno resurrezioni particolari o degne di nota.
Semplicemente gente che era morta e che ritorna in vita.
Innanzitutto occorre precisare che non tutti i morti possono fare questa cosa.
Se sei morto perché ti hanno ammazzato anche se cercassi di tornare in vita le cause che ti hanno fatto morire ti ucciderebbero all'istante, e lo stesso motivo impedisce ai morti di vecchiaia o a quelli di malattia di provare a cambiare il loro stato.
Loro sono morti morti, con buona pace loro.
E in ogni caso in genere sono troppo impegnati a pensare a quando erano in vita per accorgersi davvero di essere morti, e quindi se ne stanno tranquilli tranquilli a crogiolarsi nei loro ricordi.
Chi invece è morto solo perché si è dimenticato di vivere è più facilitato.
Ora non saprei spiegare bene bene con parole semplici il motivo della cosa, diciamo però che come si è morti perché si è dimenticato di essere in vita si può vivere dimenticandosi di essere morti.
E qui viene la parte difficile.
Perché se io vi dico di non pensare assolutamente ad un rinoceronte che sonnecchia sotto un baobab al tramonto, state pur sicuri che non penserete a nulla... tranne proprio al rinoceronte. La fregatura della mente.
C'è poi un altro problema.
Come tutte le macchine anche il cuore se è stato fermo troppo a lungo fa fatica a riprendere il battito.
Funziona un po' come quando uno si rompe una gamba, quando toglie il gesso non funziona più nulla come dovrebbe. Allora bisogna fare riabilitazione e fare esercizi perché riprenda la sua funzionalità.
Se funziona per le gambe e per le braccia, perché mai non dovrebbe funzionare con il cuore?
E poi c'è il problema della temperatura.
Se sei morto da troppo tempo la tua temperatura è così bassa che poi il sangue fa fatica a riprendere a scorrere.
Però è un po' come quando si mette dell'acqua calda in un bicchiere freddo... si spacca.
Bisogna riportare il tutto in temperatura molto lentamente, altrimenti i danni potrebbero riportarti ad essere morto, e in maniera irreparabile.
Alla fine se per morire è così facile, a tornare in vita si fa davvero fatica.
Forse è per questo che pochi cercano di farlo, e ancora meno ci riescono.
Il segreto è trovare qualcuno con cui condividere questa scelta.
Meglio un vivo ovviamente, ma come detto in precedenza è impossibile o quasi... quindi bisogna ripiegare su un morto.
Trovare un morto con le giuste caratteristiche non è facile, ma non è nemmeno troppo difficile. Di gente che è morta solo perché si è dimenticata di vivere se ne trova, il problema semmai è che molti di loro nemmeno lo sanno.
Non si può certo avvicinarne uno e dire "scusi, ma lo sa che lei è morto" se va bene quello fa finta di non sentire e non cambia nulla, se va male lo shock è tale da riportarlo in vita... troppo in fretta però e quindi subito ritorna ad essere morto: inutilizzabile però.
Nel momento in cui trovi però una persona con cui condividere il tragitto di rinascita allora la strada si fa in discesa e tutto è più semplice.
La prima cosa da fare è riabituare la temperatura.
E non bisogna avere fretta.
Se ci si tiene stretti stretti pian piano col passare del tempo la temperatura a poco a poco inizia a salire, fino ad arrivare a un valore accettabile.
Poi bisogna riabituare il cuore a battere.
E per farlo bisogna che i due cuori inizino a battere qualche colpo insieme, che si facciano coraggio l'un l'altro e che si diano il ritmo a vicenda.
All'inzio non è una cosa facile.
Sopratutto se è passato molto tempo dall'ultima volta.
Però poi con calma e pazienza, senza scoraggiarsi alla prima difficoltà, la macchina si rimette in moto.
L'ultimo passo è anche il più difficile, quello di dimenticarsi di essere morti.
Pensarlo razionalmente è praticamente impossibile.
Bisogna usare un trucco.
Bisogna fare finta di essere vivi, anche se si è ancora morti.
Ed è fondamentale aiutarsi a vicenda.
Si cerca di fare tutte quelle cose da vivi.
E poi finisce che una mattina ti svegli e ti accorgi che sei vivo, e non perché sei nato o ti hanno curato... semplicemente perché ti sei dimenticato di essere morto e hai la consapevolezza di essere in vita.
O almeno così dice la teoria.
Quando riuscirò a svegliarmi vivo un mattino vi portò dire se ha funzionato o meno.
Per adesso l'unica cosa che so è che una mattina mi sono svegliato ed ero morto, morto semplicemente perché in un momento di distrazione mi ero scordato di essere vivo.
23:30 Scritto da: io_universo in Mie | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
Il tuo racconto mi ha colpita: mi piace lo stile (io non riuscirei mai a scrivere una cosa così) con tutti i limiti e i difetti che può avere una cosa scritta di getto, in mezz'ora, solleticata nella mente solo da un'idea avuta la mattina precedente appena sveglio...
Però mi viene in mente la sera prima, quando hai provato ad "ascoltare" il mio cuore, che pareva non battere, e le osservazioni sulla mia pessima termoregolazione, che mi faceva avere una temperatura polare...
Chissà che i sogni che non ricordi di quella notte, e la cosa appena descritta della sera precedente non abbiano cmq contribuito all'idea del racconto al tuo risveglio.
Trovo originale l'idea del morire perché si è semplicemente dimenticati di vivere...
Ma subito hai permeatu un'idea piuttosto fantasioso di numerosi aspetti razionali che hanno incentrato il miniraconto su una logistica vera e propria della gestione della propria (non +) vita di un morto: salvo l'opzione finale della possibilità di poter tornare in vita con la forza di volontà (semplifico il concetto)
Io mi sarei persa in un racconto alla Ghost o all'Alice in Wanderland :D
Questo breve testo mi conferma l'idea che hai un universo dentro di te... e ripenso a quando anche io ne avevo uno, che manifestavo in modi diversi, ma che ora è assopito o forse estinto, anche se spesso non desidero altro che ritrovare quello slancio e quella voglia di fare mille cose che mi facevano sentire viva... disegnare, scrivere, suonare, cucire, fare le cosine col fimo e molto altro... mi sento spenta e senza stimoli, anche se ora la situazione non è più grigia come i mesi precedenti.
Vabé, ho divaganto anche su me stessa.
Il tuo universo deve essere molto vitale, ma lo tieni celato e ne mostri solo ogni tanto uno spiraglio... di sicuro si capisce, conoscendoti anche un poco, che hai (avresti) molte più cose da dire di quante non ne esprimi. (ho scritto in italiano?)
Ok, mi sto dilungando troppo...
Bacio di Dama
Scritto da: Dama Arwen | 25/08/2010
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