15/09/2010
La Decisione
Seduto davanti allo specchio
scruto nel profondo dei mondi riflessi
cercando il bagliore di un astro
che possa tracciare la rotta.
Negli occhi c'è un velo di pioggia lontana
che il sole non riesce ad asciugare,
e mille farfalle impazzite nel ventre
suonano un irrequieto e incessante tamburo.
I pensieri scivolano viscidi
lungo i pendii della mente
come umida nebbia autunnale
che nel suo cammino inghiotte ogni cosa.
Sul tavolo i dadi stanno rotolando
ed è il momento di puntare,
li guardo incapace di agire
impaurito dal loro responso.
Nel cielo è sorta la stella del vespro
che illumina il rotolare del fato,
stanco di una lunga inutile attesa
decido di mettere tutto sul piatto.
I dadi non si possono fermare
e con timore attendo il loro responso,
stanco osservo il sole di una nuova alba
asciugare la pioggia e dissolvere la nebbia.
02:30
Scritto da: io_universo
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23/08/2010
Una mattina mi sono svegliato ed ero morto
Una mattina mi sono svegliato ed ero morto.
Non so come sia successo, ci sono vari modi per morire.
Si può morire per una pugnalata, si può morire per una malattia, si può morire per mano di qualcuno oppure per un incidente...
Io però non sono morto per nessuno di questi motivi.
Credo di essere morto semplicemente perché ad un certo punto mi sono dimenticato di vivere.
Non te ne accorgi nemmeno, passi i giorni uno dopo l'altro, continui come se niente fosse e poi ... un bel momento ti dimentichi che devi anche vivere. E così muori.
Se devo essere sincero non ricordo molto di quel momento.
Quello che mi ricordo è solo che mi sono svegliato nel mio letto come tutte le mattine e mi sono sentito vuoto, come se mi mancasse qualcosa. Sentivo un silenzio innaturale.
Ci ho messo un po' a capire cosa fosse.
Era il silenzio di un cuore che non batteva più.
Il silenzio di un morto.
In principio non ho molto dato peso alla cosa, alla fine essere morto poteva anche tornare utile.
Il mutuo, le bollette, i debiti... tutto risolto in un solo istante.
Niente più preoccupazioni.
Però c'è la fregatura.
Innanzitutto ad essere morti si sente un sacco di freddo.
Senza più la pompa che manda in circolo il liquido la macchina si raffredda, e quindi sei costretto a fare come i rettili... devi trovare qualcosa di più caldo che ti dia sollievo.
E non è affatto facile trovare la giusta temperatura.
Ho provato a stendermi al sole come una lucertola... ma le lucertole evidentemente hanno perfezionato con millenni di esperienza la tecnica... io quello che è ho rimediato è stata solo un fastidioso eritema sulla pancia ... e nessun medico prescrive le pomate al cortisone ad un morto... anzi, se proprio vogliamo dirla sinceramente quando sei morto ti tolgono anche la mutua.
E poi in inverno?
Decisamente scomodo.
Ho provato con una doccia calda... quello è stato più comodo... è bastato regolare la caldaia a 36,5 gradi ed ecco che la temperatura era perfetta...
Ma se sei morto e non paghi le bollette prima o poi ti tagliano anche l'acqua, e anche il gas... e quindi anche questa fonte di riscaldamento è andata ad esaurirsi.
L'unica maniera per trovare la giusta temperatura è quella di trovarsi un'altra persona e rimanerci abbracciati.
Ora non so voi, ma se io fossi ancora in vita avrei abbastanza schifo a stare abbracciato ad un morto. Non sono mai stato una brutta persona, però anche tutto il fascino che uno ha credetemi che da morto svanisce.
Decisamente sconveniente.
Oltre al freddo poi ci sono un sacco di altre controindicazioni, ad esempio la visita per il rinnovo della patente... non la danno certo ad uno che è morto l'idoneità.
C'è poi quella odiosa processione di gente che conoscevi, e che quando ti incontrano per strada tutti a farti le condoglianze con frasi fatte e stucchevoli come "mi spiace che tu sia morto" oppure "son sempre i migliori che se ne vanno e tu eri uno di quelli" ... il migliore tra gli ipocriti che ho incontrato mi ha persino detto "ti sono vicino per questo lutto" salvo poi ritirarsi schifato al mio abbraccio in cerca di calore.
Insomma per farla breve dopo non molto tempo ho deciso che fare il morto alla fone era solo una fregatura, con buona pace di chi invece passa la vita a cercare la morte.
Certo, ovviamente ci sono anche i lati positivi. Ad esempio da morto impari benissimo il latino, che essendo una lingua morta è anche quella più usata per comunicare, e poi impari un sacco di cose... hai praticamente accesso istantaneo a tutta la sapienza che il genere umano ha generato. Non chiedetemi perché, non saprei spiegarlo... nemmeno con le conoscenze che ho appreso da morto.
Forse nelle cose che impari da morto ci sono comunque delle cose che non è dato di sapere.
Comunque è anche vero che la maggior parte delle persone morte di queste cose se ne cura poco. Al massimo usa le informazioni apprese per lasciare qualche numero da giocare su qualche ruota del lotto a qualche parente più o meno lontano.
Vivo si intende.
La cosa più interessante che però ho imparato è che i morti non sono tutti uguali.
E ho anche imparato una cosa che mi è tornata davvero utile. Qualche volta i morti possono tornare in vita.
Ok, vedo già le teste che si scuotono e gli occhi che si sgranano.
Qualcuno ha anche fatto un segno di croce.
Ma non pensate ai film che vengono mandati in onda nel periodo autunnale, niente corpi putrefatti che escono dalle tombe. E nemmeno resurrezioni particolari o degne di nota.
Semplicemente gente che era morta e che ritorna in vita.
Innanzitutto occorre precisare che non tutti i morti possono fare questa cosa.
Se sei morto perché ti hanno ammazzato anche se cercassi di tornare in vita le cause che ti hanno fatto morire ti ucciderebbero all'istante, e lo stesso motivo impedisce ai morti di vecchiaia o a quelli di malattia di provare a cambiare il loro stato.
Loro sono morti morti, con buona pace loro.
E in ogni caso in genere sono troppo impegnati a pensare a quando erano in vita per accorgersi davvero di essere morti, e quindi se ne stanno tranquilli tranquilli a crogiolarsi nei loro ricordi.
Chi invece è morto solo perché si è dimenticato di vivere è più facilitato.
Ora non saprei spiegare bene bene con parole semplici il motivo della cosa, diciamo però che come si è morti perché si è dimenticato di essere in vita si può vivere dimenticandosi di essere morti.
E qui viene la parte difficile.
Perché se io vi dico di non pensare assolutamente ad un rinoceronte che sonnecchia sotto un baobab al tramonto, state pur sicuri che non penserete a nulla... tranne proprio al rinoceronte. La fregatura della mente.
C'è poi un altro problema.
Come tutte le macchine anche il cuore se è stato fermo troppo a lungo fa fatica a riprendere il battito.
Funziona un po' come quando uno si rompe una gamba, quando toglie il gesso non funziona più nulla come dovrebbe. Allora bisogna fare riabilitazione e fare esercizi perché riprenda la sua funzionalità.
Se funziona per le gambe e per le braccia, perché mai non dovrebbe funzionare con il cuore?
E poi c'è il problema della temperatura.
Se sei morto da troppo tempo la tua temperatura è così bassa che poi il sangue fa fatica a riprendere a scorrere.
Però è un po' come quando si mette dell'acqua calda in un bicchiere freddo... si spacca.
Bisogna riportare il tutto in temperatura molto lentamente, altrimenti i danni potrebbero riportarti ad essere morto, e in maniera irreparabile.
Alla fine se per morire è così facile, a tornare in vita si fa davvero fatica.
Forse è per questo che pochi cercano di farlo, e ancora meno ci riescono.
Il segreto è trovare qualcuno con cui condividere questa scelta.
Meglio un vivo ovviamente, ma come detto in precedenza è impossibile o quasi... quindi bisogna ripiegare su un morto.
Trovare un morto con le giuste caratteristiche non è facile, ma non è nemmeno troppo difficile. Di gente che è morta solo perché si è dimenticata di vivere se ne trova, il problema semmai è che molti di loro nemmeno lo sanno.
Non si può certo avvicinarne uno e dire "scusi, ma lo sa che lei è morto" se va bene quello fa finta di non sentire e non cambia nulla, se va male lo shock è tale da riportarlo in vita... troppo in fretta però e quindi subito ritorna ad essere morto: inutilizzabile però.
Nel momento in cui trovi però una persona con cui condividere il tragitto di rinascita allora la strada si fa in discesa e tutto è più semplice.
La prima cosa da fare è riabituare la temperatura.
E non bisogna avere fretta.
Se ci si tiene stretti stretti pian piano col passare del tempo la temperatura a poco a poco inizia a salire, fino ad arrivare a un valore accettabile.
Poi bisogna riabituare il cuore a battere.
E per farlo bisogna che i due cuori inizino a battere qualche colpo insieme, che si facciano coraggio l'un l'altro e che si diano il ritmo a vicenda.
All'inzio non è una cosa facile.
Sopratutto se è passato molto tempo dall'ultima volta.
Però poi con calma e pazienza, senza scoraggiarsi alla prima difficoltà, la macchina si rimette in moto.
L'ultimo passo è anche il più difficile, quello di dimenticarsi di essere morti.
Pensarlo razionalmente è praticamente impossibile.
Bisogna usare un trucco.
Bisogna fare finta di essere vivi, anche se si è ancora morti.
Ed è fondamentale aiutarsi a vicenda.
Si cerca di fare tutte quelle cose da vivi.
E poi finisce che una mattina ti svegli e ti accorgi che sei vivo, e non perché sei nato o ti hanno curato... semplicemente perché ti sei dimenticato di essere morto e hai la consapevolezza di essere in vita.
O almeno così dice la teoria.
Quando riuscirò a svegliarmi vivo un mattino vi portò dire se ha funzionato o meno.
Per adesso l'unica cosa che so è che una mattina mi sono svegliato ed ero morto, morto semplicemente perché in un momento di distrazione mi ero scordato di essere vivo.
23:30
Scritto da: io_universo
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21/05/2008
L'Agenda
Parole, scritte, orari e giorni
sempre più fitti, sempre più pieni.
Cerco di riempire il vuoto
con una miriade di cose da fare
cerco di sublimare la Tua assenza
ma sotto l'inchiostro la pagina è bianca
Ho paura di cercarti
perché ho paura di quel che potrei trovare
Ho paura di parlarti
perché ho paura di quello che non saprei dire
Ho paura di trovarti
perché ho paura di perderti
E il tempo scorre un ticchettio dopo l'altro
scandito da battiti che non sempre sono uguali
Mentre oggi è già ieri
e il domani è un dado che rotola
guardo l'agenda che si riempe
e non trovo l'inchiostro per riempire lo spazio vuoto.
23:10
Scritto da: io_universo
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12/04/2008
Falena nel buio
Volo impazzito di pipistrello
nel chiaro di una pallida luna
Segue rotte solo a lui note
e traccia disegni misteriosi nel cielo.
Come falena che vola verso la luce
cerco di raggiungere il mio Sole
ma molteplici sono i richiami
e ho paura di finire nel fuoco
un urlo smorzato riecheggia
e fa tremare le pareti della gabbia
un senso di inquietudine e angoscia
pervade tutte le membra
Ho bisogno di trovarti
per placare la mia sete
ho bisogno di trovarti
per illuminare il mio sentiero
Vedo al meta vicina,
come sole nel cielo,
ma ho paura di finire nel fuoco
e di bruciarmi le ali.
Un nuovo giorno sta nascendo
ma son troppo stanco del volare
e fatico a vederne la luce
lentamente chiudo gli occhi
e ritorno nuovamente nel buio.
12:25
Scritto da: io_universo
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05/04/2008
la Partita
Seduto sotto l'ombra di un vecchio castagno
mescolo le carte sul tavolo di ferro.
Il metallo colpito dal sole al tramonto diventa uno specchio
e riflette un volto che stento a riconoscere.
Appoggio il mazzo stanco,
incapace di girare e inziare questo gioco
timoroso di leggere cosa mi riserva il futuro
e con la paura di vedere solo segni incomprensibili.
Nel barattolo i dadi rotolano
e finché non si arresteranno non daranno risposte
Le stelle sono coperte da un velo di nebbia
e il caffé crea solo delle macchie sulla tovaglia.
Un colpo di vento mescola il mazzo
e rovescia le carte per iniziare a giocare
lenta e stanca la mano si muove da sola
e scopre le carte a me destinate.
Il ragno osserva la scena
e ride beffardo tessendo la tela
Il pipistrello nel chiaro di luna
disegna rotte che solo lui può percepire
osservo le carte ormai nude
che han perso il loro mistero
una goccia di pioggia le bagna
e ne scioglie i disegni rendendoli ignoti.
Mi porto alle labbra la goccia
e ne sento il sapore salato
alzo lo sguardo alla luna
e in cielo non v'è nube alcuna.
Il vento fa stormire le foglie
e anche il ragno ha perso intersse alla storia;
i dadi continuano a girare
ed io non ho il coraggio di fermarli.
16:04
Scritto da: io_universo
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23/03/2008
A volte ritornano
Scusate per l'assenza, ma ogni tanto seguendo il Sentiero della Vita capita di perdersi. E quando uno si perde poi deve partire per un viaggio per Ritrovarsi. Ma tanto voi lo sapete, che prima o poi ritorno.
Appena in tempo per augurare a tutti voi una Buona Pasqua.
A presto!
M.
11:20
Scritto da: io_universo
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24/01/2008
Il Viaggio
Nelle brume del mattino avanza
lungo la sua immutabile guida di ferro
sbuffando e ciondolando il treno
Seduto osservo paesi fabbriche e case
che nascono da una foschia informe
vivono un attimo nella luce del mattino
poi svaniscono nuovamente in una nebbia indistinta
Dal vetro del finestrino un volto mi osserva
un volto che sembra venire da un lontano ricordo
mi guarda e mi osserva con occhi stanchi e curiosi
Dagli antri profondi della memoria remota
qualche Eco rimbomba e qualche ricordo riaffiora
un velo liquido e molle appanna la vista
e il respiro si fa più profondo e affannoso
Uno strato di nebbia umida dissolve il riflesso
e sul vetro rimane solo una traccia sbiadita
di una scritta che qualcuno lontano un giorno ha tracciato
21:20
Scritto da: io_universo
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